Qualche anno fa, in America, una donna molto intraprendente decise che il suo lavoro di segretaria in azienda non era sufficientemente stimolante. Si era resa conto che le sue capacità e le sue conoscenze andavano ben oltre ciò che le veniva richiesto e aveva voglia di crescere. Per questa ragione volle mettersi in proprio e offrire le proprie competenze a un certo numero di clienti diversi che avevano bisogno di aiuto per gestire e sviluppare la propria attività. Lei avrebbe guadagnato un lavoro stimolante e flessibile e loro avrebbero potuto usufruire di un contratto a tempo e di una persona formata e preparata.

Negli anni, grazie al progresso tecnologico e soprattutto a internet, questo tipo di lavoro si è evoluto notevolmente, consentendo la collaborazione tra figure diverse e in tempo reale anche se talvolta fisicamente in parti del mondo distanti. 

Oggi più che di assistenti virtuali si parla di ufficio virtuale, ossia di un ufficio organizzato da remoto e che segue più clienti, facilitando la loro operatività settimanale con servizi di vario genere. La differenza tra un tipo di ufficio e un altro sta proprio nella gamma di servizi che offre (oltre, mi sembra ovvio, che nella capacità personale organizzativa e imprenditoriale di fare bene il proprio lavoro).

Tendenzialmente si parla di assistente virtuale generalista per indicare un’assistente che segue l’agenda, gli appuntamenti, le prenotazioni e magari la casella email dei clienti.

Si parla, invece, di ufficio virtuale specializzato quando si offrono delle competenze specifiche e quando si ha a disposizione un team in grado di operare con professionalità in diversi campi (gestione di documenti esteri, traduzioni, revisioni, scrittura per il web, gestione dei siti web, programmazione dei contenuti sui social media, gestione dei social media, gestione dei negozi virtuali, ecc…).

Ci sono Paesi in cui questo modo di lavorare è già molto conosciuto e utilizzato, come per esempio gli Stati Uniti ma anche gran parte dell’Europa, e ci sono Paesi in cui è ancora poco conosciuto. L’Italia è uno tra questi.

Purtroppo per noi la transizione culturale dal mitico posto fisso al lavoro flessibile e online è partita in ritardo rispetto ad altri luoghi e solo ultimamente cominciamo a entrare nell’ottica che il lavoro può essere adattato alle nostre esigenze, vario e fisicamente svolto ovunque.

Negli anni successivi alla grande crisi finanziaria del 2008, infatti, il posto fisso ha cominciato a vacillare, i costi connessi all’assunzione hanno iniziato a pesare enormemente sulle aziende di piccole dimensioni e sui professionisti e si è fatta strada l’idea della flessibilità, del potersi organizzare il lavoro in modo più personalizzato in base alle proprie esigenze, sia in termini di resa che di orario, e alle proprie capacità. Si tratta di un cambiamento importante che oggi comincia a essere conosciuto, ricercato e apprezzato.

 

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